PIACENZA, 9 GIU – ''No alla cava di ghiaia di fronte al castello piu' antico e bello del Piacentino'': il conte Orazio Zanardi Landi scrive al presidente della Repubblica e al Ministro dei Beni Culturali per contestare la decisione della Provincia di Piacenza di inserire nel Piano delle attivita' estrattive una cava nelle vicinanze del complesso monumentale di Rivalta (nel comune di Gazzola, lungo la Valtrebbia).
''Il Castello di Rivalta (della cui esistenza si ha notizia gia' da un atto d'acquisto del 1025) e' sottoposto a gravosi vincoli da noi sempre rispettati con grande dispendio di denaro ed energie – scrive Zanardi Landi, la cui famiglia e' da molte generazioni proprietaria del maniero – Il vincolo della Soprintendenza testimonia la grande importanza storica e culturale che hanno il Castello e l'antico Borgo per l'intera comunita' piacentina costituendo uno dei piu' importanti poli turistici sul territorio provinciale, al pari di Grazzano Visconti, Castell'Arquato, Bobbio e la stessa citta' di Piacenza''. ''Ora la Provincia di Piacenza ha inserito nel Piano infraregionale delle attivita' estrattive un grossissimo polo estrattivo di ghiaia dalle dimensioni di oltre un milione di metri cubi – prosegue il conte Zanardi Landi, che negli anni scorsi e' stato anche presidente del consorzio Piacenza Turismi – che, oltretutto risulta in parte programmato su terreno classificato 'sic-zps', classificazioni che evidenziano e ufficializzano l'inopportunita' di modificare definitivamente l'assetto ambientale della zona danneggiando l'ambiente per sempre. La cava, in comune di Rivergaro, sorgera' proprio di fronte al castello deturpando uno dei simboli di una vallata considerata, anche da Ernest Hemingway, tra le piu' belle del mondo''.
Zanardi Landi ha chiesto aiuto a Napolitano e al ministro Ornaghi, ma anche a Giorgio Armani e Vittorio Sgarbi. Lo stilista piacentino ''e' un vecchissimo amico di Rivalta – spiega il conte – Nel piccolo cimitero riposa la sua mamma ed egli stesso e' spessissimo ospite del nostro borgo, come pure Sgarbi, che sulla bellezza storica del nostro castello e del borgo ha spesso speso pubblici elogi''.
