ROMA, 3 GEN – La Corte dei Conti, ''viste le carenze o la lentezza dei risultati'', esprime un giudizio ''non positivo sull'efficacia, efficienza ed economicita' della spesa pubblica destinata al Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica e al Piano casa''. E' l'esito di un'indagine dei magistrati contabili, che evidenziano anche ritardi di attuazione ma precisano, tuttavia, di non poterli ''attribuire a significative negligenze gestionali dell'amministrazione''.
L'indagine della Corte dei Conti riguarda il Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica e del successivo Piano nazionale di edilizia abitativa che ha sostituito, con finalita' piu' ampie, il Programma straordinario. ''Il Programma straordinario, pur essendo stato sin dall'inizio dotato di un finanziamento complessivo di 543.995.500 di euro – scrive la Corte dei Conti – non ha avuto alcuna concreta attuazione a seguito ed in concomitanza con la previsione del Piano casa. Quest'ultimo e' invece in corso di attuazione''. ''Si e' preso atto che le numerose ed impegnative attivita' preliminari rispetto alla realizzazione concreta degli interventi'' del Piano Casa sono state prescritte dalle stesse disposizioni normative che hanno disciplinato il Piano, ''venendo percio' a costituire dei passaggi obbligati per l'Amministrazione e quindi anche per il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, piu' direttamente competente'', spiegano i magistrati contabili. ''Si e' percio' ritenuto – concludono – di non poter attribuire i ritardi di attuazione a significative negligenze gestionali dell'amministrazione, ma, viste le carenze o la lentezza dei risultati, si e' inteso esprimere un giudizio comunque non positivo sull'efficacia, efficienza ed economicità della spesa pubblica che e' stata destinata al Programma straordinario ed al Piano casa''.
