ROMA – ''Un film non e' la verita', ne' ambisce ad esserlo'', pero' e' una ''riflessione', ''un buon punto di partenza per avvicinarsi a quella storia''. Cosi', in un intervento su Repubblica, Benedetta Tobagi, figlia del giornalista Walter assassinato nel 1980, commenta il film di Marco Tullio Giordana 'Romanzo di una strage' ispirato al libro 'Il segreto di Piazza Fontana' di Paolo Cucchiarelli.
''Ben vengano – aggiunge – le voci critiche e polemiche di chi c'era: danno la misura di quanto piazza Fontana, la morte di Pinelli e Calabresi abbiano diviso l'Italia''. Ben vengano anche ''materiali di accompagnamento'' come quelli prodotti da Adriano Sofri. ''Dobbiamo – afferma Benedetta Tobagi – a chi ha avuto il coraggio di fare questo film un dibattito vivace come non lo si vedeva da anni''.
Le ''impressioni'' e le ''memorie'' di chi c'era ''non appartengono a chi ha meno di 43 anni'', aggiunge, ''ma la storia e' nostra'': ''da li' veniamo, cresciuti all'ombra di quei fantasmi. Se non esiste piu' il quadro internazionale della guerra fredda, le inchieste in corso sulla trattativa Stato-mafia mostrano con dolorosa evidenza che certi meccanismi occulti del potere, contrari alla legalita' costituzionale, cambiano pelle ma non spariscono''.