Pinerolo, aggredisce con katana padre e carabinieri

PINEROLO (TORINO), 5 GIU – Credeva che il padre volesse internarlo in una clinica e per questo lo ha aggredito brandendo katana, una spada giapponese: con questa accusa un ventottenne affetto da problemi psichiatrici e' stato arrestato questa sera a Pinerolo (Torino) dai carabinieri dopo una violenta colluttazione. Per neutralizzare il giovane, che si e' scagliato anche contro i militari ferendo il capopattuglia, e' stato necessario anche sparargli alle gambe. Il ventottenne ora e' ricoverato all'ospedale cittadino. Non versa in gravi condizioni ed e' in attesa di essere trasferito nel carcere di Saluzzo (Cuneo). Il ventottenne e' il figlio di una facoltosa famiglia di Pinerolo (Torino) assai conosciuta in citta'. Da tempo e' seguito dai servizi psichiatrici di zona e, secondo quanto si e' potuto ricostruire, gli era sorto il timore che il padre volesse farlo internare in un manicomio. Questa sera, dopo aver cercato di ferirsi nel corso di una crisi nervosa, si e' chiuso nella sua stanza e i familiari, temendo che stesse per uccidersi, hanno chiamato prima il 118 e poi i carabinieri, i quali, nel tentativo di calmarlo e di convincerlo a uscire, hanno finto di essere dei medici, indossando le pettorine dei sanitari. All'improvviso, il ventottenne ha lasciato la sua camera e si e' messo alla ricerca del genitore impugnando una katana e un pugnale: i presenti, pero', nel frattempo si erano ritirati in un'altra stanza dell'ampia villetta. Il giovane ha sfondato la porta e si e' scagliato contro il gruppo: il capopattuglia dell'Arma che si era frapposto fra l'aggressore e gli operatori del 118 ha ricevuto una pugnalata al torace, i cui effetti sono stati minimizzati dal giubbotto antiproiettile. Uno dei militari, per placare il giovane, gli ha sparato alla gamba destra. Il ventottenne, pero', non ha cessato i suoi tentativi di colpire i carabinieri finche' non e' stato ferito, all'altra gamba, da un secondo colpo di pistola. I militari feriti nel corso della colluttazione sono stati giudicati guaribili in dieci giorni.

Published by
Alberto Francavilla