
PINEROLO (TORINO) – Carla Agosteo non si arrende: le tigri del parco ornitologico Martinat di Pinerolo sono partite, ma lei si batterà. Hanno ucciso suo marito, Mauro Laggiard, entrato nella gabbia per dare loro da mangiare, come tutti i giorni. Ma lei non le incolpa.
Le tigri e il leopardo sono stati portati nei parchi zoo safari di Pombia, Ravenna e Fasano. L’area era stata chiusa al pubblico dal giorno prima “per motivi di sicurezza”, racconta sulla Stampa Antonio Giaimo. Uniche deroghe per gli addetti ai lavori e per gli assessori comunali.
Prima di essere trasportate le tigri sono state addormentate con delle frecce al sonnifero. Una volta addormentati gli animali sono stati visitati dai veterinari. Sono fatti i prelievi di sangue e di pelo. Sono stati impiantati dei microchip. Una volta messi nelle gabbie sono stati somministrati loro gli antidoti al sonnifero.
Tutto si è svolto senza incidenti.I felini erano ben tenuti. Ma adesso Carla Agosteo resta anche senza i suoi animali. Una nuova perdita dopo quella del marito, con cui da 30 condivideva l’amore per le tigri.
Alla Stampa dice:
“Non sono stata lasciata sola, con me c’erano le assistenti sociali. Ora mi rivolgerò a un legale per sapere se questo trasferimento è definitivo o provvisorio. Potrebbero esserci posti migliori. Chissà magari andrò a Pombia per rivedere le mie tigri. Un legame che lei sente fortissimo e come commiato dalla tigri ricorda a memoria i versi del poeta William Blake: Tigre! Tigre! Divampante fulgore nelle foreste della notte, quale fu l’immortale mano o l’occhio ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?”.
