ROMA – E' fissata per domani, davanti alla III corte di Assise di Roma, la prima udienza del processo che vede alla sbarra nove presunti pirati somali accusati dell'abbordaggio alla portacontainer Montecristo, avvenuto il 10 ottobre scorso nel Golfo di Aden.
Atti di depredazione, danneggiamento e detenzione di armi da guerra, aggravati dalla finalita' di terrorismo i reati contestati dal pubblico ministero Francesco Scavo. Secondo l'accusa, l'abbordaggio era finalizzato all'ottenimento di un riscatto destinato ad organizzazioni terroristiche. Per l'assalto alla Montecristo (23 uomini di equipaggio tra i quali sette italiani) furono arrestate, il 19 ottobre scorso, 15 persone, 13 dei quali somali e due pachistani, quest'ultimi rimessi in libertà dal gup.
La nave italiana fu liberata grazie ad un blitz compiuto dalle forze militari inglesi. Pochi giorni dopo furono tutti gli arrestati e trasferiti a Roma. Dei 13 somali 4 sono minorenni e gli atti che li riguardano sono stati inviati per competenza alla procura presso il tribunale dei minori e che ha fissato per il 2 aprile la prima udienza del processo.
L'avvocato Douglas Duale, difensore di sei degli imputati, respinge le accuse affermando che i suoi assistiti ''non sono pirati ma poveri pescatori a loro volta vittime dell'atto di pirateria''. Il penalista fornisce una ricostruzione di quanto accaduto nel Golfo di Aden, così come gli è stata raccontata dai suoi clienti.
''Loro si trovavano a bordo della loro barca – afferma Duale – quando sono stati avvicinati da un altro natante dal quale sono scesi otto individui somali, tutti armati. Gli assalitori hanno quindi imposto ai miei assistiti di salire a bordo della nave italiana, altrimenti sarebbero stati uccisi. Una volta sulla Montecristo sono stati bendati e poi abbandonati mentre gli otto assalitori si sono dileguati con la loro barca''.
L'avvocato, infine, precisa che ''i due pachistani che avrebbero riconosciuto i miei clienti quali assalitori della nave italiana e che sono stati liberati dal gup facevano parte del commando dei veri pirati''.
