PISA, 5 GEN – Uno sgarro punito con un raid di inaudita violenza e pianificato nei dettagli ai danni di un tunisino di 30 anni, prelevato nella centralissima piazza Garibaldi a Pisa, caricato in auto, accoltellato, picchiato selvaggiamente e 'marchiato' a vita con un morso che gli ha strappato parte dell'orecchio destro. Dopo quasi un mese di indagini i carabinieri hanno arrestato padre e figlio con l'accusa di sequestro di persona, lesioni personali aggravate e rapina. L'episodio risale al 7 dicembre scorso.
In manette sono finiti un tunisino di 47 anni e suo figlio, italiano, 20, bloccati nella pizzeria di cui sono titolari in pieno centro e gia' noti alle forze dell'ordine per reati legati agli stupefacenti. Secondo i carabinieri di Pisa, i due hanno voluto 'punire' un altro tunisino, anche lui con precedenti per droga, che aveva avuto una lite con il ventenne in una discoteca di Viareggio (Lucca). Quando il giovane ha raccontato tutto a suo padre, l'uomo ha deciso che quello sgarro doveva essere lavato con il sangue: cosi', insieme ad altri due complici, tuttora ricercati, ha pianificato il raid. Il blitz e' scattato nella tarda serata di qualche giorno successivo, nella piazza che e' meta della 'movida' cittadina: in due hanno prelevato la vittima caricandola a forza su un pick up dove attendevano padre e figlio: qui e' stato malmenato e poi abbandonato in una strada della periferia, dopo esser stato accoltellato alla schiena, colpito alla testa violentemente con una mazza da baseball che gli ha provocato una lesione permanente all'occhio destro. Infine, il giovane che aveva avuto la lite con lui si e' vendicato, strappandogli un pezzo d'orecchio. Alla vittima sono stati anche rubati circa 3.000 euro in contanti, soldi che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il tunisino aveva in tasca perche', avuto sentore negli ambienti frequentati dai nordafricani di essere bersaglio di una possibile vendetta, voleva abbandonare la Toscana.