LARI (PISA) – ''Era una mamma molto premurosa. Amava i suoi figli, era sempre attenta. Come puo' aver fatto una cosa del genere?''. Giulia, 21 anni, vicina di casa di Simona Alessandroni, la donna trovata carbonizzata ieri a Santo Pietro Belvedere, nel Comune di Capannoli (Pisa) insieme ai figli Lapo e Letizia di 3 anni, descrive la casalinga come una persona normale, ma triste e stanca della situazione.
''Sorrideva solo se aveva Lapo in braccio o se era insieme a Letizia – dice la ragazza – spesso quando studiavo la vedevo con il piccolo che mi indicava e mi salutava dalla finestra. Usciva spesso con il bambino e con Letizia per andare a fare passeggiate nei giardini del quartiere''. Simona era alta oltre un metro e 70 centimetri, era molto semplice nel vestire e nel truccarsi, racconta chi la conosceva. Aveva i capelli castani chiari con riflessi biondi, ma era magra e i vicini dicono che negli ultimi tempi aveva perso ulteriore peso: ''Apparentemente era tranquilla, ma si vedeva che provava un grande disagio''. Il peso di una famiglia da mandare avanti, nonostante le assenze del compagno. I vicini dicono che l'uomo spesso dormiva fuori, anche se ultimamente Giulia ha visto la famiglia partire molte volte per andare a passare le domeniche in spiaggia. La stessa Letizia aveva raccontato nei giorni scorsi al fratello di Giulia, che l'aiutava nei compiti di matematica, che domani sarebbero andati al mare. Nel giardino della casa a due piani situata in una strada privata a fianco di via Rossini, dopo i sopralluoghi dei carabinieri, restano i segni di una normale famiglia con figli: due mountain bike per bambini, un hula hop colorato, due palloni, un dondolo e una casetta in legno. E poi, dietro alla porta a vetri del garage-ripostiglio, un pupazzo bianco e rosso con una scritta sulla pancia: 'Mio grande amore'.
