Alcuni genitori dei bambini che frequentavano l’asilo Cip e Ciop di Pistoia hanno deciso di querelare altre persone che gravitavano nella struttura dove lavoravano le due maestre Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, accusate di maltrattamenti ai bambini e imputate in un processo in rito abbreviato a Genova. Lo hanno annunciato oggi a Firenze gli stessi genitori, che però non hanno fornito il numero esatto delle querele nè i nomi dei querelati.
”Abbiamo visto i video ripresi dalle telecamere installate dalla polizia – ha detto una delle madri – 220 ore di immagini. Questo ci ha aperto uno scenario diverso da quello che pensavamo di conoscere. I protagonisti sotto quelle telecamere non erano solo le imputate Pesce e Scuderi, ma altre persone che ci siamo sentiti in dovere di individuare nelle nostre querele e abbiamo visto che ci sono persone che hanno visto e non hanno parlato”.
Per Scuderi e Pesce ieri sono stati revocati gli arresti domiciliari (sostituiti dal divieto di dimora in Toscana). ”Non auspichiamo atti di violenza contro di loro – hanno detto alcune mamme – non vorremmo che da carnefici si trasformassero in vittime”. I genitori hanno poi ribadito ”fiducia” nella magistratura, sottolineando che ”se non riusciamo tutti insieme a far si’ che tutti i responsabili vengano assicurati alla giustizia, tanti altri bambini potrebbero vivere le stesse sevizie subite dai nostri figli”.
I genitori, inoltre, denunciano che ”i bambini con le loro famiglie, hanno dovuto fronteggiare situazioni gravose che avrebbero meritato un’attenzione e una sensibilita’ maggiore” e ”in tutta una serie di episodi, invece, si e’ riscontrato un certo pregiudizio nei confronti di questi bambini quasi fossero colpevoli di aver frequentato il ‘Cip e Ciop’ e non di esserne vittime”.
Dai genitori, poi, e’ stata anche avanzata la richiesta ”alla cittadinanza e alle istituzioni di Pistoia” di esprimere ”come meglio riterranno, comprensione per quanto e’ accaduto ai nostri bambini o, quantomeno, di non avere nei nostri confronti atteggiamenti ostili”. In merito, invece, alla revoca dei domiciliari alle due maestre una delle mamme del Cip e Ciop, ha osservato che ”anche se non possono stare in Toscana, c’e’ pero’ il rischio di trovarsele vicine al mare, nell’ombrellone accanto magari a Rimini o in Sicilia”.
”Nei filmati che stiamo visionando – ha concluso Carone – si vedono altre persone coinvolte e si vedono trascuratezza, non curanza e violenze piu’ o meno gravi”.
