ROMA – Più di 4mila medici si sono 'dimenticati' di versare nel 2011 i contributi all'Enpam, l'ente previdenziale dei medici. E' quanto riscontrato dai controlli incrociati del nucleo 'anti-evasione' dell'Enpam con i dati dell'anagrafe tributaria. Ma sommando anche i controlli interni e i ravvedimenti volontari, si arriva a circa 11mila liberi professionisti con posizioni 'irregolari', per un totale posto ora in riscossione di circa 35 milioni di euro.
Grazie a una convenzione stretta ad aprile 2011 con l'Agenzia delle Entrate per la cooperazione informatica, spiega l'Enpam in una nota, sono stati 'scovati' 4.718 medici e dentisti libero professionisti che, dopo aver correttamente indicato i loro redditi al fisco, avevano 'dimenticato' di regolarizzare la loro posizione previdenziale.
Ma in totale, solo nel 2011, ''tra controlli interni, ravvedimenti volontari e incroci dei dati con l'Anagrafe tributaria'' l'Enpam ha emesso ''provvedimenti di regolarizzazione contributiva nei confronti di oltre 11.000 medici e dentisti liberi professionisti per un importo totale posto in riscossione di circa 35 milioni di euro''.
''Queste misure di controllo – spiega l'ente – che hanno riguardato gli iscritti al 'fondo generale-quota B' '', cioe' la quota dovuta sui proventi della libera professione, ''mirano a garantire che tutti i medici e i dentisti che fanno libera professione maturino pensioni adeguate. Molto spesso, infatti, capita che i sanitari, dopo aver correttamente dichiarato al fisco i loro redditi, dimentichino di regolarizzare la loro posizione contributiva, correndo il rischio di ricevere, al momento del pensionamento, assegni piu' bassi del previsto''.
Peraltro, ricorda l'ente, ''i liberi professionisti hanno interesse a versare i contributi previdenziali perche' sono interamente deducibili dalle tasse, con un risparmio fino al 43 per cento sugli importi versati''.
