NAPOLI, 15 GIU – Alfonso Papa avrebbe indotto due imprenditori, finiti al centro di inchieste giudiziarie, a dargli soldi e altre ''utilita''', nonche' a pagare costosi regali, in cambio di informazioni sulle indagini in corso e della promessa del suo interessamento per risolvere i problemi con la giustizia grazie alla sua ''vasta rete di amicizie e relazioni''. E' una delle accuse formulate nei confronti del parlamentare del Pdl dai pm di Napoli Woodcock e Curcio.
Il primo caso contestato dai magistrati riguarda un imprenditore napoletano, operante nel settore della costruzione di centrali elettriche. Papa, attraverso il carabiniere Enrico La Monica, avrebbe acquisito informazioni su indagini in cui era coinvolto l'imprenditore, che sarebbe stato intimorito circa un suo imminente arresto. Il parlamentare, prospettando la possibilita' di intervenire in suo favore, avrebbe indotto l'uomo a pagare, a lui stesso e a persone cui questi doveva fare regali, costosi oggetti acquistati in un negozio Cartier. Avrebbe inoltre pagato ''a lui e a persone a lui vicine'' soggiorni in alberghi di lusso come il Principe di Savoia a Milano, e sarebbe stato indotto alla stipula di contratti di consulenza fittizi di amiche e conoscenti di Papa che Gallo avrebbe dovuto pagare senza che loro lavorassero.
L'altra vicenda e' simile alla prima e riguarda un imprenditore attivo nel settore dell'energia. A questi sarebbe stato rivelato, tra l'altro, che aveva il telefono sotto controllo. Terrorizzato, l'uomo, anche grazie al fatto che gli veniva prospettato un intervento in suo favore, sarebbe stato indotto a versare somme di denaro pari a circa 10 mila euro e a conferire un incarico professionale alla moglie di Papa, che svolge l'attivita' di avvocato. Papa avrebbe infine proposto all'imprenditore di entrare in societa' in una iniziativa imprenditoriale.