Precari scuola: il 22 gennaio l’ultimo giorno per “impugnare” il contratto

Scade tra qualche giorno, il 22 gennaio, il termine per impugnare il proprio contratto di lavoro a tempo determinato che si succede illegittimamente da anni, come accade nel mondo della scuola con i docenti e il personale ATA  o in tante aziende private (co.co.pro, call center).

La direttiva europea aveva stabilito da oltre 10 anni che gli Stati sono tenuti ad introdurre nelle rispettive legislazioni nazionali norme idonee a prevenire e a sanzionare l’abuso nella successione di contratti di lavoro a tempo determinato. La nuova legge, del 4 novembre scorso, ha dato piena attuazione a tale direttiva ma già la magistratura si era mossa in tal senso stabilendo la illegittimità dei contratti che si succedono a tempo determinato, condannando l’Amministrazione a risarcire il danno subito dai precari cui in qualche caso ha corrisposto la differenza tra quanto effettivamente percepito e quanto avrebbero dovuto percepire se fossero stati da subito assunti con contratto a tempo indeterminato.

Qualche tribunale, come quello di Siena, ha addirittura trasformato da tempo determinato a tempo indeterminato il contratto di un’insegnante che da sei anni veniva assunta a inizio anno e licenziata a fine anno scolastico. Anche la Cassazione aveva riaffermato la regola che il contratto di lavoro subordinato di regola è stipulato a tempo indeterminato.

Se il giudice dà ragione al ricorrente e converte a tempo indeterminato un contratto a tempo determinato, condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno a favore del lavoratore, stabilendo una indennità “omnicomprensiva” nella misura tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

Il Codacons propone invece a tutti i precari della scuola della Puglia una class action gratuita contro il ministero dell’Istruzione per l’adozione degli atti amministrativi generali necessari ad ottenere la definitiva immissione in ruolo degli insegnanti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, e la conversione dei contratti di lavoro a tempo determinato.

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Alessandro Avico