SESTRI PONENTE – Don Riccardo Seppia resta in carcere ma secondo il gip di Genova non ci sono prove di violenze sessuali effettivamente avvenute nei confronti di minorenni.
Il gip Annalisa Giacalone ha depositato la nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti del parroco di Sestri Ponente. Per il magistrato non ci sarebbe un pericolo di fuga né di inquinamento delle prove ma sussisterebbe una pericolosità concreta di grado elevato e dunque un pericolo di reiterazione del reato.
Nella nuova ordinanza, che sostituisce quella precedente che portò all’arresto del sacerdote, le accuse sono tentativo di violenza sessuale su minorenne, offerta plurima di droga e tentativo di induzione alla prostituzione minorile. Il magistrato nelle 33 pagine di ordinanza, ha accolto le richieste del pm Stefano Puppo che aveva presentato una nuova richiesta di custodia cautelare in carcere, indagando tra l’altro l’ex prete per detenzione di materiale pedopornografico e cessione di droga.
Giacalone ha scritto: ”L’estrema gravità delle contestazioni riflette la pericolosità sociale di don Riccardo Seppia il quale, per dare sfogo alle sue perversioni, non ha risparmiato i giovanissimi frequentatori della sua parrocchia, rendendoli oggetto di attenzioni morbose, pesantemente invasive e, nel caso del chierichetto di 15 anni, a veri e propri tentativi di violenza sessuale”.
”Il quadro probatorio – prosegue il gip – si è però sensibilmente irrobustito, per l’insistenza, gli sms e le telefonate e gli abbracci e tentativi di approcci fisici così come testimoniati dai ragazzini”.
”Il contenuto di telefonate e messaggini – spiega il gip – rivelano le situazioni in cui si trovava l’indagato e consentono di capire quando era fuori di testa e quando erano lucidamente rivolti alla ricerca di minori per soddisfare il proprio appagamento sessuale”.
Per quanto riguarda la tentata induzione alla prostituzione, il gip fa riferimento all’episodio in cui don Seppia cerca di organizzare un incontro con un ragazzino di origini albanesi di 16 anni. ”Il primo maggio – si legge nell’ordinanza – don Seppia organizza un incontro per i giorni successivi, ma l’evento non si realizza per impegni dell’indagato”.
Circostanza confermata anche dalla testimonianza dello stesso ragazzo. La violenza sessuale sul minore ”viene meno e diventa tentativo in base a quanto raccontato dalla stessa vittima. In tutte le audizioni, infatti, il ragazzino nega di essere stato baciato dal parroco, anche perché conosceva già l’orientamento sessuale di Seppia. Resta comunque la tentata violenza per l’abbraccio da dietro, la mano sul ginocchio e la pacca sul fondoschiena”. Nei prossimi giorni, don Seppia verrà interrogato ancora dal gip nel carcere di Marassi.
