GENOVA, 16 GIU – Don Riccardo Seppia ed Emanuele Alfano potrebbero reiterare i reati e ci sono, inoltre, i gravi indizi di colpevolezza. Sono queste le motivazioni con cui il tribunale del Riesame di Genova ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari presentata lunedi' scorso dell'ex parroco di Sestri Ponente e dall'ex seminarista, arrestati a maggio nell' ambito dell'inchiesta su presunti abusi sessuali su minori e cessione di stupefacenti.
Per quanto riguarda il sacerdote, i giudici del Riesame sostengono che sia corretta l'attuale contestazione da parte del pm per quanto riguarda il tentativo di violenza sessuale sul chierichetto.
''L'attuale contestazione – scrivono i giudici nelle motivazioni – sono fondate sulle dichiarazioni del ragazzino. Il giovane, in un primo momento, e' restio a parlare delle attenzioni del Seppia, perche' si vergogna e per il rispetto che porta al prete. Ma le sue dichiarazioni sono credibili perche' a poco a poco la vittima si apre e inizia a rivelare quanto successo. Se prima descrive, infatti, come normali attenzioni quelle di Seppia verso tutti gli altri ragazzi della parrocchia, a mano a mano invece rivela che lo aveva capito che quelle erano attenzioni sessuali e che lui le viveva con ansia''. Per questo, dicono i giudici, le ulteriori indagini devono approfondire se si tratti di soli tentativi o di veri e propri abusi sessuali.
''L'attrazione morbosa verso i ragazzini – proseguono i magistrati – non sono mere fantasie, ma si concretizzano anche in contatti fisici''.
Anche per quanto riguarda l'induzione alla prostituzione minorile, per il tribunale del Riesame sussistono i gravi indizi. ''Seppia aveva proposto gli incontri. Sapeva da Alfano che il ragazzo albanese era minorenne, gli indica il prezzo di 40 euro per il rapporto e quindi lo incoraggia a prostituirsi, ben consapevole che fosse un minore ospite di una comunita' e quindi bisognoso. Neppure il timore delle conseguenze lo aveva fatto desistere''.
Il legale di don Seppia, l'avvocato Paolo Bonanni, ha gia' annunciato che fara' ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del tribunale del Riesame.