Privacy, da domani entra in vigore il Regolamento unico Ue. Cosa cambia
ROMA – Da oggetti di libero mercato a “proiezione delle persone sulla dimensione digitale”, la cui tutela è un diritto fondamentale. Da domani, 25 maggio, entra in vigore il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE/2016/679), [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] la prima legge unica che sarà valida obbligatoriamente per tutti gli Stati Ue e che fissa le regole ineludibili sulla privacy.
Regole che si applicano non solo a cittadini, imprese e amministrazioni europee, ma anche a tutti coloro che anche fuori dal vecchio continente operano sui dati dei cittadini comunitari perché “nella società digitale proteggere i dati vuol dire proteggere le nostre persone quindi è un cambiamento di paradigma forte che impegna tutti”, spiega il Garante italiano Antonello Soro.
Soro, che a Bologna ha incontrato i responsabili della protezione dati, una nuova figura nata propria come effetto del regolamento, ha detto: “Il nuovo responsabile è una figura professionale nuova voluta esplicitamente dalla norma europea che sarà l’interfaccia principale tra i padroni dei dati che siamo noi e le autorità di garanzia. I datori di lavoro dovranno scegliere un professionista competente che sia in grado di assicurare con grande indipendenza che i processi organizzativi interni siano adeguati a rispettare le nuove norme”.
Cosa cambierà concretamente in Europa? Cosa si dovrà fare per rispettare la nuova normativa? Quali sono le sanzioni, pesanti, a cui si potrà andare incontro? Ecco i punti cruciali:
Il Gdpr è un regolamento europeo e in quanto tale è direttamente applicabile in tutti gli stati membri. In caso di violazione del regolamento, il Garante può imporre un’ammenda che può essere molto elevata.
Il consenso al trattamento dei dati concesso fino all’entrata in vigore del regolamento resta valido. Tuttavia, un’eventuale nuova elaborazione oppure la richiesta di un trattamento più ampio, richiederà il consenso alle nuove condizioni del Regolamento.
Sul sito del Garante italiano della privacy c’è una sezione dedicata alla normativa.
Di seguito lo spot trasmesso sulle reti Rai: