Procuratore Rosario Minna, insulti ai sostituti: via da Ferrara

ROMA, 16 GIU – I suoi atteggiamenti hanno ''indubitabilmente creato un clima di forte tensione'' all'interno della procura di Ferrara; con il risultato che si e' ''irrimediabilmente incrinato il necessario rapporto di reciproco rispetto, equidistanza, indipendenza e imparzialita''' tra lui e i suoi sostituti. Per questo il plenum del Csm ha disposto all'unanimita' il trasferimento d'ufficio per incompatibilita' del capo di quell'ufficio , Rosario Minna, che ora non solo dovra' lasciare Ferrara, ma non potra' piu' ricoprire neppure in un'altra sede l'incarico di procuratore.
A segnalare al Csm la situazione di ''sofferenza istituzionale'' nella procura di Ferrara era stato il Pg di Bologna Emilio Ledonne,il quale nel dar conto di una lettera di lamentele di Minna sul conto di alcuni sostituti, aveva anche evidenziato ''il comportamento a dir poco irriguardoso'' del procuratore nei confronti dei magistrati del suo ufficio. Un comportamento che aveva investito soprattutto i due pm titolari di un'indagine per frode fiscale a carico di Massimo Ciancimino, Barbara Cavallo e Nicola Proto, che si erano visti rivolgere-come hanno raccontato loro stessi in audizioni davanti al Csm- ''insinuazioni'' da parte del procuratore su una ''manovra'' per ritardare la chiusura dell'indagine, con ordini di servizio in cui comparivano espressioni come ''fogna,animali,incivili e fannulloni''. Ma non solo: secondo la testimonianza resa da un altro magistrato della procura, Angela Scorza, il procuratore avrebbe definito in sua presenza un'altra collega una ''cretina'' e ''abitualmente'' avrebbe utilizzato l'espressione ''troia'' nei confronti di altre pm dell'ufficio con cui si trovava in disaccordo nella conduzione di alcuni procedimenti.Una situazione piu' che difficile che ha indotto alcuni dei magistrati ascoltati dal Csm a parlare di ''clima irrespirabile'' alla procura di Ferrara.
Inutilmente Minna si e' difeso, anche oggi davanti ai consiglieri, spiegando che il suo era solo un linguaggio colorito ma senza alcun intento offensivo o insultante, e che soprattutto non ci sono mai state situazioni di contrasto o tensione nella sua procura. Per il plenum il comportamento che ha tenuto e' ''sicuramente incompatibile'' con il suo ruolo di capo della procura, che ''dovrebbe essere improntato a costante rispetto delle persone dei collaboratori''.

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Alberto Francavilla