Secondo quanto ricostruito, Ombretta Gelli, insegnante oggi 49enne di Albinia, quella mattina stava tenendo lezione nell’aula di informatica quando, nel passare vicino a una lavagna in plastica con bordo di metallo, appoggiata su un banco e non fissata alla parete con gli appositi fermi, venne colpita alla testa dalla lavagna che si ribaltò. La donna riportò lesioni personali piuttosto serie, con prognosi superiore a quaranta giorni.
Nei guai è finito il dirigente scolastico, che si è ritrovato a doversi difendere, nell’aula di tribunale, dall’accusa di lesioni colpose nei confronti dell’insegnante, per non aver fatto osservare (per negligenza, imprudenza e imperizia) le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, in particolare per non aver fornito a insegnanti e alunni le attrezzature idonee, adeguate al lavoro da svolgere e correttamente installate. Mezzetti ha patteggiato la sanzione pecuniaria, ma nel frattempo, la professoressa si è costituita anche in sede civile chiedendo all’ex dirigente il risarcimento dei danni morali e materiali, quantificati in oltre 27mila euro.