ROMA – Tornano ad accendersi i riflettori sulla sanita' romana, finita agli onori delle cronache prima con le foto di pazienti curati a terra al San Camillo e poi con il caso della donna lasciata per quattro giorni legata ad una barella all'Umberto I e costata la sospensione per novanta giorni a due dirigenti del Dea, Claudio Modini e Giuliano Bertazzoni.
L'inchiesta della procura, aperta poco meno di un mese fa e riguardante tutti i pronto soccorso della Capitale, continua ad allargarsi e questa volta punta il mirino sulla gestione di alcune Asl e dipartimenti ospedalieri. Alla base degli accertamenti ci sono una serie di esposti e denunce da parte di cittadini, ma anche di operatori del settore sanitario. Al vaglio degli inquirenti non solo le carenze strutturali e di organico, ma anche riferimenti ad appropriazioni e dispersione di risorse, nonche' a modalita' di assegnazione di appalti poco chiare.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti dei pm Elisabetta Ceniccola e Rosalia Affinito, i titolari dell'inchiesta sui pronto soccorso, che proseguono nell'esame della documentazione raccolta e nell'audizione di testimoni. Anche in questo caso si punta ad accertare se dietro le carenze delle strutture ci siano illecite gestioni delle risorse.
Il fascicolo sui casi di malasanita' romana e' stato aperto il 16 febbraio scorso, in seguito alle immagini pubblicate da alcuni giornali di un paziente medicato a terra nel pronto soccorso del San Camillo. Da allora i carabinieri del Nas hanno passato al setaccio gli ospedali di tutta la Capitale, raccogliendo dati e documenti e riscontrando, nella maggior parte delle situazioni, un problema di sovraffollamento.
Lo stesso che, quattro giorni dopo, diede vita al caso eclatante di una donna lasciata per quattro giorni legata ad una barella nel pronto soccorso dell'Umberto I. L'episodio venne portato alla luce grazie al blitz 'bipartisan' dei due senatori Marino e Gramazio e costo' la sospensione per tre mesi ai due dirigenti del Dea. In sofferenza, pero', non sono solo gli ospedali romani, ma anche quelli di tutto il Lazio. Oggi la commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari ha visitato l''Angelucci' di Subiaco rilevando diverse criticita' che ora saranno sottoposte al presidente della Regione Lazio Renata Polverini.