Le prostitute in strada, come quelle che battono davanti al portone di casa vostra, sono fastidiose: imbarazzo con i figli, frastuono fino a tarda notte, disordine. Però che fastidio danno le battone discrete, in remoti viali alberati di zone industriali di periferia o in campagna? C’è chi crede che svolgano una funzione sociale, dando un minimo di calore umano a tanti uomini soli che, chissè, in caso contrario, potrebbero rifarsi invece su vostra figlia, vostra moglie e perché no?, su vostro marito.
Per questo rimane difficile digerire la stupida demagogia che ha portato molti sindaci a multare chi frequenta prostitute in strada provoca effetti anche esilaranti, come quel marocchino che ha respinto sdegnoso l’addebito: «Mi sono fermato perché mi sembrava che la ragazza avesse bisogno d’aiuto. E poi signor agente, io sono musulmano, ed è impossibile che un musulmano vada con le prostitute».
Oppure il ricorso di quel camionista che ha obiettato: «Dove risiedo non esiste tale regola e mi chiedo il perché visto che vivo nella stessa regione». Inoltre, lui la multa l’avrebbe data anche agli agenti che «per fare l’accertamento mi sono venuti incontro con la loro auto sul mio senso di marcia. Fermandoci in quella posizione non si è prodotta una situazione più a rischio di quella di cui mi si chiede conto?».
