Prostituzione: blitz contro clan nigeriani a Pescara

PESCARA – Gli agenti della squadra mobile di Pescara, coordinati da Pierfrancesco Muriana, stanno eseguendo 6 misure cautelari in carcere nei confronti dei componenti di una banda di nigeriani accusati di riduzione in schiavitù finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Donne nigeriane venivano sottoposte a riti Voodoo nel loro paese e poi fatte venire in Italia perchè si prostituissero. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, i riti venivano esercitati al momento del reclutamento per ottenere l'omertà delle vittime. In questo modo i trafficanti e le 'madame' si preservavano da eventuali denunce ed insolvenze per il debito che le ragazze avevano nei loro confronti per le spese sostenute dall'organizzazione.

Le nigeriane erano anche sottoposte a violenze fisiche e pressioni psicologiche, ed erano minacciate di gravi ritorsioni sui loro famigliari. Le indagini, partite lo scorso anno sotto il coordinamento della Procura Distrettuale di L'Aquila, sono durate diversi mesi e si sono basate sia sulle dichiarazioni di alcune delle ragazze sfruttate, sia su numerose intercettazioni e servizi di controllo e pedinamento.

Nell'operazione odierna, coordinata dal Servizio Centrale Operativo di Roma, sono attualmente impiegati 50 agenti delle Questure di Pescara e Bari, del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara e del Reparto Mobile di Senigallia. Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, in programma alle ore 11, presso la sala conferenze della Questura di Pescara.

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Alessandro Avico