ANCONA, 12 GEN – Nove anni di reclusione per reati che vanno dalla concussione al favoreggiamento della prostituzione, fino alla corruzione, lesioni gravi e rivelazione di segreto di ufficio. E' la condanna inflitta in serata, senza concessione di attenuanti, dal tribunale di Ancona all'ispettore di polizia Domenico Gioia, 53 anni, sospeso a scopo cautelativo dal questore di Ancona. Il pm Rosario Lioniello aveva chiesto per lui una condanna ad otto anni di carcere. Come pena accessoria e' stata applicata l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici.
Secondo l'accusa, l'agente – che era stato arrestato da carabinieri e poliziotti nel novembre 2008 – avrebbe chiesto denaro e prestazioni sessuali per chiudere un occhio e alleggerire i controlli antiprostituzione.
E avrebbe anche sequestrato una prostituta trattenendola indebitamente in camera di sicurezza. Gioia nega gli addebiti e ritiene le accuse frutto di una vendetta per la sua attivita' e i rapporti confidenziali dettati dalla necessita' di reperire informazioni di servizio. La difesa – avvocati Giuseppe Rago e Nicoletta Pelinga – fara' ricorso in appello.
I giudici hanno condannato a due anni di carcere anche il coimputato, Antonio Taurino, 38 anni, pugliese, per favoreggiamento della prostituzione.
