ROMA – Basta una calamita per imbrogliare sulla revisione. Una semplice calamita che permette di eludere i controlli e far passare per “in salute” un veicolo che ormai non lo è più. Magari un vecchio bus, che come quello di Monteforte Irpino ha perso pezzi per strada prima di precipitare per 30 metri, causando 38 morti. Le leggi che regolano modi e tempi di guida dei pullman turistici sono molte e severe in Italia, ma per aggirarle purtroppo basta poco.
Gli autobus a noleggio con conducente, che per viaggiare devono essere muniti di una speciale carta di circolazione rilasciata dal Comune, sono 26,835 in Italia, spiega Valentina Santarpia sul Corriere della Sera:
“Per il Codice della strada ogni autobus deve essere sottoposto a revisione annuale presso la Motorizzazione civile: nel 2012 sono stati ispezionati 22.281 mezzi (quelli non sottoposti alla revisione sono quelli di recente immatricolazione, che quindi non circolano): di questi 20.703 sono risultati in regola e 1578 «da ripetere», circa il 7%”.
La revisione, spiega il ministero dei Trasporti, non è una mera formalità:
“I controlli sono svolti da dipendenti del ministero con la laurea in Ingegneria, che verificano tutti i dispositivi e gli equipaggiamenti coinvolti nella sicurezza della circolazione e del trasporto dei passeggeri. E se l’autobus è «da rivedere», non può uscire finché non viene «promosso». Il conducente, oltre che una patente non inferiore alla D, deve vantare anche l’abilitazione professionale, valida 5 anni”.
Velocità e tempi di guida devono essere rispettati e una sorta di scatola nera, il cronotachigrafo, deve essere installato perché alla revisione tutti i parametri siano controllati:
“Grazie a questo dispositivo, si può capire se sono stati rispettati gli orari di guida massimi stabiliti dal regolamento europeo: 9 ore di guida al giorno, per un massimo di 56 ore a settimana, un riposo giornaliero di 11 ore, una sosta settimanale di 48 ore”.
Una questione fondamentale di sicurezza, ma imbrogliare le macchine è facile, spiega Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, alla Santarpia:
“«Ma basta usare qualche trucchetto, come una calamita nel punto giusto e il cronotachigrafo è taroccato». E non ci sono sanzioni che scoraggino: le multe per conducenti e imprese vanno da poche decine di euro a 2-3 mila euro, ma la pratica resta diffusissima. E se il mezzo non viene controllato dalla polizia, nessuno si accorge se l’autista ha superato i limiti (80 km/h sulle statali e 100 km/h in autostrada) o se guida da 12 ore di fila”.