TORINO, 26 GIU – Storie raccontate a voce e in immagini: e' una delle parti piu' significative di ''Non c'e' futuro senza solidarieta''', il raduno nazionale del volontariato e del terzo settore, che stasera chiude a Torino la sua tre giorni di incontri, dibattiti, analisi e festa.
E' stato ancora il forte richiamo simbolico delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unita' d'Italia a far scegliere il capoluogo piemontese come sede dell'evento. Nella 'tre giorni' torinese, sul palco della storica piazza San Carlo, si sono succedute persone comuni che assistono chi soffre, ma anche i protagonisti di vite difficili e disagiate. Otto delle quaranta storie piu' significative sono state raccontate a voce, in risposta a domande-intervista del presentatore Fabrizio Frizzi. Parallelamente e' stata allestita la galleria fotografica, che documenta gli altri piu' significativi episodi di sofferenza e solidarieta'.
Tremila persone, di tutte le eta' e in rappresentanza del mondo dell'associazionismo, della cooperazione sociale, della Protezione civile hanno affollato le iniziative e non e' mancata nemmeno la spruzzata di ironia sdrammatizzante quando si e' presentato il pulmino di ''Ladri di carrozzelle'', tre ragazzi disabili che hanno formato un gruppo musicale e il cui nome fa la parodia al noto ''Ladri di biciclette''. Non prendere troppo sul serio le disgrazie, insomma, ma prendere molto sul serio il ''lavoro'' del volontariato, questo il messaggio lanciato anche dal palco a turno un po' da tutti.
Il raduno di Torino ha una valenza particolarmente notevole (oltretutto cade nell'anno europeo del volontariato) perche' ha creato ''un fondamentale precedente'', secondo il coordinatore del Comitato 2011, Gianfranco Cattai, facendo partecipare unitariamente tutte le sigle del volontariato che agiscono in Italia. Sotto la Mole e' imminente l'apertura del 'Museo diffuso del sociale' e anche per questo ''Torino puo' diventare la capitale della solidarieta' – spiega Elide Tisi, assessore alle politiche sociali del Comune – perche' tale pratica ha contribuito moltissimo a costruire l'Italia, che non e' solo quella dell'unita' storico-politica risorgimentale''.
