
BOLOGNA -Duplice omicidio colposo: è questa l’ipotesi di reato su cui indaga la Procura di Bologna per l’incidente stradale che la scorsa notte è costato la vita al piccolo Raffaele Rizzi, di 9 anni, e alla nonna Maria Adele Buonpensiero, 52 anni, entrambi di Foggia, travolti da un tir mentre erano fermi in corsia di emergenza sulla A14 Sud, nel Bolognese.
Nel fascicolo, nelle mani del Pm di turno Antonello Gustapane, sarà presumibilmente iscritto il camionista che era al volante dell’autoarticolato, O.S., 44enne di origine ungherese, residente a Cesano Maderno (Milano). L’uomo è stato sottoposto nell’immediatezza ad alcoltest, che ha dato esito negativo. Non sarebbe emersa nessuna irregolarità, dai primi accertamenti della Polstrada, anche nel cronotachigrafo digitale del camion, che registra le ore di guida fatte dal conducente.
L’uomo avrebbe dato una spiegazione del tamponamento che a quanto pare lascia qualche dubbio agli investigatori: di certo – secondo la Stradale – il mezzo pesante ha invaso almeno in parte la corsia di emergenza, dove era ferma l’Audi A8 con a bordo le cinque persone.
L’impatto è stato violentissimo e ha praticamente disintegrato l’intera parte posteriore della vettura, finita poi nel campo adiacente la carreggiata. Il bambino, che era sui sedili posteriori, è morto sul colpo; la nonna è spirata poco dopo l’arrivo all’ospedale Maggiore di Bologna, dove sono ricoverati, fuori pericolo ma sotto choc, il nonno di 54 anni che era alla guida dell’Audi e due amiche di famiglia. .
