– ROMA, 30 LUG – Dopo il finto prete, anche per il suo complice, il 'palo' della rapina ad una delle gioiellerie piu' famose di via Condotti a Roma, si sono spalancate le porte del carcere di Regina Coeli.
Dopo Simone Di Martino, romano di 38 anni, arrestato il 13 luglio, i carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno bloccato nel quartiere Esquilino, mentre stava andando a trovare la fidanzata, Giammarco Venanzi, romano di 39 anni. L'uomo, senza fissa dimora e con precedenti, e' accusato di concorso nella rapina alla gioielleria Eleuteri, nel cuore della Capitale, da decenni fornitrice di fiducia della nobilta' papalina.
Il palo e' stato incastrato da varie telecamere dislocate nel centro storico della capitale, che lo hanno ''immortalato'' fuori dal negozio con il suo cappellino bianco, prima e durante la rapina. Subito dopo il colpo Venanzi si era allontanato seguendo a breve distanza il finto prete. Insieme erano andati nel negozio di un parente in via della Vite e poi aveva preso un taxi con cui avevano raggiunto il Monte dei Pegni, dove avevano preso una stanza da un'affittacamere. I due avevano gia' venduto alcuni piccoli oggetti rubati – la refurtiva non e' stata ancora trovata – a tre persone, tutte di Pietralata, un orefice, un barista ed un rappresentante di gioielli. Lo scorso 4 luglio, dopo le 19, il 'finto prete' era entrato nel negozio chiedendo un anello. Una commessa era andata a prendere il monile, mentre un'altra impiegata si era affacciata verso l'ingresso. Poi l'uomo ha tirato fuori una pistola, c'e' stata una colluttazione con una delle commesse alla quale ha legato i polsi con delle fascette di plastica. Le ha rinchiuse in bagno e ha portato via i gioielli: tutti oggetti antichi risalenti agli anni '20 e '30. Alcuni pezzi sono unici, quello piu' prezioso e' una collana a due file di brillanti.
Subito dopo la rapina alcuni testimoni avevano visto l'uomo spogliarsi dell'abito talare in via Belsiana e poco prima le telecamere avevano immortalato il suo volto dopo che l'uomo aveva tolto il cappello. In mano aveva anche delle buste dove trasportava il bottino: gioielli e vari preziosi per un valore di circa 500.000 euro.
La presenza del palo era stata gia' individuata sin dalle prime indagini, tuttavia ci sono voluti diversi giorni per identificare e rintracciare l'uomo che essendo senza fissa dimora, dopo il colpo aveva fatto perdere le sue tracce. Secondo gli investigatori i due erano gia' stati complici di una rapina compiuta nel 2006 a Civitavecchia.