GINEVRA – Gli svizzeri dovranno decidere domenica in un referendum se concedersi sei settimane di vacanze l'anno, due in piu' rispetto al minimo legale di quattro settimane attualmente previsto. Ma stando ai sondaggi, la proposta promossa dai sindacati dovrebbe essere respinta senza appello, con oltre il 60% di no. ''Nel paese della prosperita' operosa'' la maggioranza degli svizzeri pensa che ''la felicita' ha un prezzo'', spiega la stampa elvetica.
Il testo sottoposto a votazione popolare chiede per ''tutti i lavoratori e le lavoratrici il diritto ad almeno sei settimane di vacanza retribuite all'anno''. Il governo e la maggioranza del parlamento, cosi' come le organizzazioni dei datori di lavoro, hanno fatto campagna contro l'iniziativa. Se accettata -affermano – minaccia di rendere meno concorrenziale il mercato del lavoro elvetico e potrebbe creare gravi difficolta' soprattutto per le piccole e medie imprese. Per i sindacati, con l'appoggio di socialisti e verdi, le sei settimane di vacanze sono invece diventate possibili grazie ai progressi conseguiti in termini di produttivita'.
''Oltre l'80 % dei lavoratori soffre per lo stress e il forte carico lavorativo. Ed i problemi di salute che ne derivano costano alla Svizzera circa 10 miliardi di franchi all'anno'' (oltre 80 miliardi di euro), affermano i promotori dell'iniziativa, che ha raccolto le oltre 100mila firma valide necessarie per sottoporre il testo a votazione.
Attualmente, in Svizzera ogni lavoratore ha diritto ad almeno quattro settimane di vacanza l'anno (5 sotto i 20 anni). Si tratta del minimo legale. Vi sono pero' molti contratti di lavoro che prevedono un maggior numero di giorni di vacanza.
Sempre domenica, gli svizzeri sono chiamati a pronunciarsi du ben quattro quesiti a livello nazionale su temi quali le abitazioni secondarie, i giochi d'azzardo o il prezzo unico dei libri – e svariati temi a livello cantonale.