Cronaca Italia

Reggio Calabria: detenuto aggredisce agente e gli frattura un dito

ROMA – Reggio Calabria, aggressione in carcere a un agente penitenziario, che ha riportato la frattura di un dito.

Un uomo di origini siciliane, detenuto nel carcere di Arghillà, mentre usciva dalla cella per recarsi nel cortile passeggi, ha aggredito con il piede di un tavolino un agente di polizia penitenziaria per futili motivi.

Lo hanno reso noto Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Damiano Bellucci, segretario nazionale.

L’agente è stato medicato agli Ospedali Riuniti per la frattura del pollice della mano sinistra, giudicata guaribile in 15 giorni. Nell’ istituto penitenziario di Arghillà, a Reggio Calabria, lo scorso 30 aprile erano presenti 250 detenuti di cui 36 stranieri.

Il Sappe evidenzia che nonostante il recente incremento di alcune unità, disposto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il personale della Polizia Penitenziaria non è in generale sufficiente.

Reggio Calabria: sanitario aggredito in carcere

Ma non è stato l’unico episodio di violenza nel carcere reggino, visto che un sanitario è stato aggredito da un altro detenuto, riportando la contusione a uno zigomo.

LaCnews14 racconta anche cosa stanno affrontando i sanitari che lavorano nell’istituto penitenziario Arghillà: Ma questo non è l’unico episodio che sta rendendo complessa la gestione sanitaria all’interno del carcere.

Da gennaio, infatti, il personale medico sanitario non viene pagato dall’Asp pur essendo costretto a turni massacranti.

Basti pensare al fatto che i medici che fanno il turno di notte non sono assistiti da personale infermieristico e devono sopperire da soli a più urgenze, spesso in contemporanea, considerando i quasi 400 detenuti.

Un quadro già denunciato in tempi non sospetti dal garante per i detenuti che aveva posto l’accento sulla cronica carenza di personale all’interno dell’istituto di Arghillà. (Fonti: Agi e LaCnews24)

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Alberto Francavilla