
BELLUNO – Quando all’ora di pranzo non lo hanno visto tornare con il solito “bottino” di pesce per la grigliata in famiglia si sono allarmati. Renzo Savio sabato mattina è uscito per andare a pesca e non è più tornato: è scivolato sul greto del torrente Bordina, nei pressi di Taibon Agordino, in provincia di Belluno, ed è morto. A trovarlo è stato l’amico Mauro Chenet che era andato a cercarlo insieme al figlio di Savio, Elia.
Elia e Mauro sapevano esattamente dove andare: tante volte in passato sono andati con Renzo a pescare trote nel torrente. Hanno raggiunto il posto dove di solito parcheggiavano: l’auto di Renzo era ancora lì. E poi si sono messi a perlustrare il bosco palmo a palmo. Il primo a trovare il punto esatto dell’incidente è stato Mauro, Elia a distanza di qualche metro cercava il campo col telefonino per chiamare i soccorsi.
Sul posto sono arrivati gli uomini del soccorso alpino, i vigili del fuoco e i carabinieri: la zona non era facile da raggiungere anche a causa degli alberi danneggiati dal maltempo. Ma per Renzo non c’era più nulla da fare: una volta raggiunto il corpo non era rimasto altro da fare che dichiararne il decesso. Savio aveva ferite alla testa e alla gamba destra.
Sabato mattina, poco prima di uscire di casa, Renzo aveva scritto entusiasta su Facebook: “Yuppi oggi si pesca! La Cri prepara la griglia che alle 11 son la!”. La Cri è sua moglie Cristina, Savio lavorava da Luxottica ed era molto conosciuto in vallata. Lascia due figli, Elia e Alessio.
