ROMA – ”Pone seriamente a rischio l’indipendenza della magistratura” l’emendamento Pini alla legge comunitaria che modifica la responsabilita’ civile dei magistrati. Lo mette nero su bianco il Csm in un documento approvato dal plenum,in cui si descrive un ”quadro allarmante” e si paventa il rischio di un”’implosione” del sistema.
Il documento e’ passato con 19 si’ e tre voti contrari espressi dai laici del pdl Nicolo’ Zanon e Bartolomeo Romano e della Lega Ettore Albertoni. L’altro laico del Pdl Anniable Marini ha votato con la maggioranza, come ha fatto pure il vice presidente del Csm Michele Vietti.
A preoccupare il Csm e’ soprattutto la possibilita’ che viene introdotta di agire direttamente nei confronti del magistrato da parte di chi si sente danneggiato dalla sua decisione, invece che verso lo Stato come prevede attualmente la normativa. ”Il magistrato, destinato a scegliere tra tesi contrapposte, potrebbe essere condizionato e influenzato in tale scelta e portato a preferire la soluzione che lo possa meglio preservare dal rischio dell’esercizio dell’azione diretta”,piuttosto che quella ”maggiormente conforme a giustizia”, avvertono i consiglieri. Ed e’ proprio questo aspetto – che peraltro rende l’Italia unica, visto che ”in nessun paese europeo è prevista la possibilità indiscriminata di intraprendere un’azione diretta per responsabilità civile del giudice”- ad esporre ”il sistema al rischio di implosione”.
Il sistema giudiziario può diventare ”davvero ingestibile”: c’e’ infatti il rischio che le parti , ”attraverso l’esercizio immediato e diretto dell’azione nei confronti del magistrato, possano costringere il giudice non gradito all’astensione ovvero, possano, indirettamente, scegliersi il proprio giudice”. Peraltro non e’ affatto vero che l’Europa ci chiede di modificare le nostre attuali regole (”non può in alcun caso addursi la normativa comunitaria e la giurisprudenza della Corte a sostegno della necessità di modificare il regime di responsabilità del giudice nazionale”), anche perche’ ”i limiti previsti dalla legge italiana sulla responsabilità civile dei magistrati sono conformi alla legislazione degli altri paesi europei”.
