Responsabilità civile magistrati, il governo: “Non sarà più diretta”

ROMA, 12 APR – Non sara' diretta, la responabilita' civile dei magistrati. Ma chi ritiene di aver subito un danno ingiusto potra' ''agire contro lo Stato'', che dovra' poi rivalersi verso la toga che ha sbagliato. Lo prevede la bozza di emendamento inviata dal ministro Paola Severino ai partiti. Viene dunque modificato rispetto al testo fermo al Senato, il principio per cui il cittadino poteva agire in giudizio direttamente contro il magistrato. Ma la rivalsa dello Stato verso la toga diventa obbligatoria e non piu' facoltativa.

La norma sulla responsabilita' civile delle toghe, nella bozza del ministro Paola Severino, viene cosi' riscritta rispetto al testo attualmente fermo al Senato: ''Chi ha subito un danno ingiusto per diniego di giustizia ovvero per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario, posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni, puo' agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivano da privazione della liberta' personale''.

Il testo del governo restringe invece i casi in cui puo' essere dichiarata da parte del tribunale l'inammissibilita' della richiesta di risarcimento danni da parte dei cittadini. Il filtro per bloccare le richieste infondate, viene insomma attenuato e semplificato.

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Daniela Lauria