FIRENZE – Facevano circolare una ventina di carri ferroviari che risultavano rottamati. E’ l’accusa per la quale la procura di Firenze ha indagato 12 persone, che stanno ricevendo l’avviso di chiusura indagine.
Secondo il pm, che ha coordinato l’inchiesta condotta dalla Polfer Toscana, grazie alla falsificazione di documenti i carri destinati alla rottamazione venivano invece venduti ad una ditta e rimessi in circolazione. Fra gli indagati, dipendenti del gruppo Fs e titolari di ditte.
Fs e’ fra le parti offese.Secondo quanto ricostruito dal pm fiorentino, Christine Von Borries, i carri destinati alla demolizione, grazie a falsi documenti redatti da tecnici di Trenitalia venivano venduti ad una ditta, attraverso l’azienda che avrebbe dovuto eseguire la rottamazione. Tutto questo grazie a falsi verbali di demolizione e a falsificazioni dei libretti di circolazione.
Sempre secondo quanto ricostruito dall’accusa i carri potevano continuare a circolare anche grazie ai controlli irregolari svolti negli anni successivi da alcuni dipendenti della commissione libretti di Rfi, che avrebbero dovuto verificare la sicurezza dei carri. Al momento non risulterebbe che i carri finiti al centro dell’indagine siano stati coinvolti in incidenti ferroviari.
E’ ”ipotizzabile” che quanto scoperto nell’indagine fiorentina riguardo il riutilizzo di carri merci ferroviari che erano stati destinati alla rottamazione sia ”solo un frammento di un fenomeno molto ampio”. E’ quanto spiegano gli investigatori dell’inchiesta denominata ‘Carri fantasma’. I reati ipotizzati sono falso e riciclaggio.
I carri ‘riciclati’ finiti nell’indagine sono stati costruiti fra il 1941 e il 1971 ed erano usati prevalentemente nei cantieri (carri a tramoggia o pianale), anche se circolavano pure sulle linee ordinarie. Non venivano comunque impiegati per il trasporto di merce pericolosa. Diciannove quelli scoperti dalla pg della polizia ferroviaria toscana coordinata dal pm Christine Von Borries: di questi, 12 facevano parte dei 200 individuati da Trenitalia per una campagna di demolizioni condotta fra il 2001 e il 2005; 5 arrivano dalla Germania ma non hanno documenti di manutenzione e revisione; 2 figurano ancora nel patrimonio di Trenitalia ma fra quelli destinati alla rottamazione. Il loro valore ‘da nuovi’ va dai 20 mila ai 50 mila euro; la ditta che li comprava dopo la mancata rottamazione li pagava mediamente 9 mila euro.
Proprio per indagare sul corretto utilizzo delle strutture ferroviarie, da qualche anno la polfer ha costituito un gruppo investigativo ad hoc: in tutto, comprese anche indagini analoghe a quella che si e’ chiusa oggi, in Toscana sono stati sequestrati 53 carri merci.