BARI, 12 OTT – Per Valter Lavitola non ci sono i gravi indizi di colpevolezza sulla consumazione del reato di induzione a mentire. Per questo motivo, confermano fonti giudiziarie, la Procura di Bari ha chiesto al gip di revocare la misura restrittiva emessa a carico del faccendiere latitante.
La richiesta del pm Pasquale Drago al gip Sergio Di Paola comincia con un’annotazione che fa riferimento alla ”complessa” vicenda procedurale che ha indotto la pubblica accusa a chiedere al giudice la revoca dell’ arresto di Lavitola dopo ”matura e sofferta riflessione”.
Nella richiesta del pm, a quanto si apprende, e’ scritto che e’ necessario capire esattamente come si e’ svolta  la vicenda relativa alla consegna del danaro che il premier, Silvio Berlusconi, ha consegnato a Gianpaolo Tarantini con la mediazione di Lavitola.
Finora, si evince da fonti della Procura, ”nessuno e’ riuscito a capire esattamente come si sono svolti i fatti”. Quindi, vi e’ la necessita’ di ”chiarire diversi aspetti”. Al termine delle indagini, affermerebbe Drago nel provvedimento, sara’ affrontata la questione della competenza ad indagare della Procura di Bari.
