MILANO, 8 FEB – E' stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione uno studente di 19 anni che era riuscito, prima con modi garbati e apprezzamenti e poi con richieste sempre piu' esplicite, a ottenere immagini e video hard da oltre 15 adolescenti, contattate via Messenger e Facebook, che cadevano nella sua 'rete' e si spogliavano davanti alla web cam per lui.
La sentenza e' stata emessa con rito abbreviato dal gup di Milano, Elisabetta Meyer, a seguito delle indagini coordinate dal pm Giovanni Polizzi, nate dopo la denuncia di una ragazzina di 13 anni: il ragazzo minacciava di divulgare in Rete i file hard che la ritraevano, se l'adolescente non avesse avuto un rapporto sessuale con lui. Lo studente, che risiede a Cologno Monzese (Monza), era finito agli arresti domiciliari lo scorso agosto con le accuse di tentata violenza sessuale e di produzione di materiale pedopornografico. Il pm aveva chiesto per lui due anni e mezzo di carcere. Il giudice ha concesso al ragazzo le attenuanti generiche perche' ha ammesso i fatti e ha risarcito la 'vittima', parte civile, che oggi ha 14 anni.
''Se tra quattro giorni non vieni a casa mia, metto i video in rete'', avrebbe detto il giovane alla ragazzina, che abita a Milano, conosciuta sui social network e mai incontrata di persona. Tra novembre e dicembre del 2009, la ragazza, che aveva all'epoca solo 13 anni, si era spogliata piu' volte per lui davanti alla webcam e il giovane aveva registrato con una telecamera e una macchina fotografica le immagini ose' e le aveva 'archiviate' nel suo pc. Per poi utilizzarle nel ricatto a sfondo sessuale. Gli investigatori hanno sequestrato il pc del giovane da cui e' saltato fuori un archivio con decine di immagini hard di piu' di 15 adolescenti, residenti in diverse zone d'Italia.
