BARI, 3 SET – ''I fatti riferiti al telefono dall'imprenditore'' barese Gianpaolo Tarantini a Valter Lavitola, ''quando vengo tirato in ballo, non sono veri. Facilmente smentibili sotto il profilo puramente procedurale''. Lo afferma in una lunga nota il procuratore di Bari, Antonio Laudati, in riferimento alle intercettazioni telefoniche tra l'imprenditore barese (arrestato l'altro ieri con la moglie dalla magistratura napoletana per una estorsione al premier) e il giornalista Valter Lavitola che e' ricercato per lo stesso reato.
Nelle telefonate, Tarantini parla dell'inchiesta in corso a Bari in cui e' indagato per avere portato prostitute a casa di Silvio Berlusconi e fa riferimento, tra l'altro, ad una presunta volonta' del procuratore di ritardare la chiusura dell'inchiesta.