ROMA, 15 LUG – Si e' conclusa con una condanna patteggiata a cinque anni di reclusione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'ex senatore del Pdl, Nicola Paolo Di Girolamo dopo l'indagine della Procura di Roma su un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro che coinvolge, tra gli altri, anche ex dirigenti di Telecom Italia Sparkle. Il gup Massimo Battistini ha stabilito, inoltre, che l' ex parlamentare restituisca oltre 4 milioni di euro tra liquidi, beni immobili e quote di societa' e auto di lusso.
L' ex senatore e' accusato della di associazione per delinquere finalizzata all'evasione fiscale e al riciclaggio transnazionale e di scambio elettorale aggravato dal metodo mafioso in relazione alla sua candidatura nella circoscrizione Europa alle politiche del 2008.
Di Girolamo, dopo essersi dimesso dalla sua carica, si costitui' in carcere il 3 marzo dello scorso anno. Secondo l'accusa la sua elezione all'estero e' avvenuta grazie all'intervento della criminalita' organizzata. Finora Di Girolamo tra carcere e domiciliari, ha gia' scontato quasi un anno e mezzo.I suoi legali, Carlo Taormina e Pierpaolo Dell'Anno, non escludono il ricorso in Cassazione. I penalisti hanno un mese di tempo per decidere se impugnare il patteggiamento. Trascorso tale termine, la condanna diventerebbe infatti esecutiva.
Nel corso di questi mesi l'ex senatore e'stato ascoltato numerose volte dai magistrati di piazzale Clodio. Di Girolamo avrebbe ricostruito con gli inquirenti i tempi e i modi della sua elezione a Palazzo Madama definendo le motivazioni della sua candidatura e citando i referenti politici che la approvarono.
Secondo l'accusa, la sua elezione nel collegio estero di Stoccarda sarebbe stata favorita da un broglio elettorale realizzato dalla famiglia Arena, della 'ndrangheta di Isola Capo Rizzuto, che avrebbe acquistato numerose schede elettorali fra gli immigrati calabresi nella citta' tedesca, apponendo poi sulle schede il voto per Di Girolamo.
Il tribunale capitolino ha, inoltre, condannato, sempre con patteggiamento a cinque anni anche l'imprenditore Fabio Arigoni che dovra' restituire quasi cinque milioni di euro. Quest'ultimo, che si trova ai domiciliari, era stato per un periodo latitante a Panama ed era finito sotto inchiesta per aver trasferito o movimentato ingenti somme di denaro di provenienza delittuosa in virtu' del suo ruolo di amministratore unico della Telefox srl e della Telefox International srl. Sia De Girolamo che Erigono sono stati interdetti dai pubblici uffici per cinque anni.
Il gup, infine, ha comminato una condanna a 4 anni e 8 mesi a Franco Pugliese, ritenuto esponente della cosca calabrese degli Arena di Isola Capo Rizzato. Il giudice lo ha scagionato dall'accusa di scambio elettorale aggravato dal metodo mafioso mentre lo ha ritenuto responsabile dei reati di intestazione fittizia di beni (nel caso specifico si trattava di uno yacht) e di quello di minaccia per impedire l'esercizio del diritto di voto, sempre con l'aggravante del metodo mafioso.