ROMA, 22 GIU – E' durata circa 16 mesi la detenzione in carcere per Gennaro Mokbel, uomo d'affari e attualmente sotto processo per un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro. La prima sezione penale del Tribunale di Roma gli ha concesso gli arresti domiciliari per ragioni di salute. Da circa dieci giorni, infatti, Mokbel e' in sciopero della fame: nel corso del procedimento penale che lo vede imputato assieme ad alcuni ex manager delle societa' telefoniche Fastweb e Telecom Italia Sparkle, l'impreditore annunciando che avrebbe sospeso di alimentarsi ha lanciato accuse contro le ''drammatiche condizioni'' del carcere di Civitavecchia dove si trovava detenuto.
La decisione del tribunale è giunta dopo l'istanza presentata dai legali di Mokbel, Cesare Placanica e Ambra Giovene, alla luce delle condizioni di salute del loro cliente."Gennaro Mokbel è oggi l' ombra di se stesso, ormai neppure più in grado di seguire il processo", hanno detto i due legali. Nel motivare la scelta dei domiciliari il tribunale scrive che "esaminata tutta la documentazione sanitaria in atti (consulenza tecnica di parte ndr), scaturisce un quadro oggettivamente preoccupante delle condizioni di salute dell'imputato con specifico riferimento sia ad una patologia cardiovascolare" che pone Mokbel "a rischio di infarto ed ictus" oltre che "ad un significativo deterioramento delle condizioni psichiche del soggetto".
Mokbel venne arrestato nel febbraio dello scorso anno nell'inchiesta che, a detta degli inquirenti, ha fatto luce su una ''delle frodi piu' colossali mai poste in essere nella storia nazionale''. In questa vicenda l'uomo d'affari di origine egiziana rivestirebbe un ruolo chiave. Si tratta di un imprenditore romano con un passato e amicizie nella destra eversiva e contatti anche con Antonio D'Inzillo, killer della banda della Magliana. Anche la moglie di Mokbel, Giorgia Ricci, avrebbe avuto un ruolo di vertice nell'organizzazione di riciclaggio. La donna ha ottenuto i domiciliari nell'ottobre scorso, dopo otto mesi di carcere, perche' affetta da sclerosi multipla. Anche lei in cella ha fatto lo sciopero della fame per protestare contro le condizioni di reclusione sue e del marito.
Secondo l'impianto accusatorio dei pm capitolini Mokbel sarebbe anche l'artefice dell'elezione dell'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, anche lui arrestato in seguito all'operazione 'Broker' e in attesa d di patteggiamento. L'imprenditore romano e' accusato di aver creato una miriade di societa' fittizie per effettuare la frode e di essere l'elemento di congiunzione tra le due societa' di telecomunicazioni coinvolte nell'inchiesta.