ROMA, 22 GIU – ''Gennaro Mokbel e' oggi l' ombra di se stesso, ormai neppure più in grado di seguire il processo''. Lo dichiarano Ambra Giovene e Cesare Placanica, legali del principale imputato nella vicenda sul presunto maxiriciclaggio da due miliardi di euro, che oggi ha ottenuto gli arresti domiciliari. ''Dopo sedici difficili mesi, Gennaro Mokbel è a casa con sua moglie – dicono gli avvocati – Un percorso carcerario costellato di ricoveri ospedalieri, terapie tampone, un dimagrimento di ventisei kg, e oggi ormai, come scrivono i Professori Ferracuti e d'Aloja, a rischio di infarto acuto del miocardio e di ictus ischemico cerebrale''.
Gli avvocati si dicono sollevati grazie alla decisione del Tribunale di Roma, ''da una responsabilità faticosa da sopportare'' dato che lo stato di salute del loro assistito era ormai tale ''da richiedere persino interventi d'urgenza al personale sanitario durante le udienze''. ''Nel bilanciamento di tutte le esigenze – concludono – il Tribunale ha saputo contemperare la tutela della collettività ed il bene primario della salute, che per nessun motivo può cedere il passo ad un uso inutilmente invasivo della custodia in carcere''.