Riciclaggio: nella gioielleria di Mokbel 4 milioni di diamanti

Gennaro Mokbel

Un tesoro di diamanti trovato a Roma, nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio. La compravendita di queste pietre era infatti uno dei canali usati – insieme ad opere d’arte, dipinti e sculture – per il riciclaggio da parte del gruppo criminale di Gennaro Mokbel, l’imprenditore romano arrestato nei giorni scorsi e ritenuto l’uomo chiave dell’inchiesta – denominata “Broker” – avviata dalla procura di Roma.

Nell’ambito dell’inchiesta sono state sequestrate due gioiellerie, in una delle quali i carabinieri del Ros hanno fatto un maxisequestro di diamanti per un valore stimato di circa 4 milioni di euro. I diamanti, per oltre 150 carati, sono stati rinvenuti insieme ad altri preziosi e a denaro contante per alcune migliaia di euro. Le indagini del Ros avevano infatti accertato come gli ingentissimi capitali illegali riciclati all’estero dal sodalizio, venissero recuperati attraverso istituti di credito svizzeri, lussemburghesi e sammarinesi per essere reinvestiti nel settore dei diamanti. Le pietre preziose, in particolare – si spiega in una nota – venivano estratte in Uganda, lavorate in laboratori dell’estremo Oriente e commercializzate nella Capitale attraverso una serie di gioiellerie controllate, con la completa reintegrazione dei cespiti nel circuito economico legale.

Il progetto di Mokbel era quello di aprire una catena di gioiellerie, canale ideale per riciclare il denaro sporco. Nell’ordinanza del gip si parla di diamanti – chiamati “serci” dagli arrestati nelle conversazioni intercettate – da comprare per poi rivendere.

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