NAPOLI – Diecimila tonnellate di spazzatura che invadono le strade della citta' di Napoli e dei Comuni della provincia rendendo l'aria irrespirabile. Decine di roghi e cassonetti dati alle fiamme dai cittadini esasperati che temono per la loro salute e che non vogliono pagare lo scotto di un sistema di smaltimento fragilissimo, che si blocca per nulla. Scene gia' viste in un'emergenza che dura da tre lustri ma che questa volta rischia di spaccare il Paese: il Nord contro il Sud, con la Lega che ha detto no all'approvazione di un decreto che avrebbe consentito di trasferire la spazzatura negli impianti di alcune regioni disposte ad accogliere i rifiuti.
Anche nel Pdl c'e' chi parla di un ''governo a trazione nordista''. L'eurodeputato Enzo Rivellini non nasconde la sua indifferenza mentre il governatore della Campania, Stefano Caldoro, al ministro Calderoli che si e' assunto la responsabilita' di aver bloccato il decreto ha detto che non bisogna dimenticare le '' migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, non derivanti da quelli urbani, che viaggiano ogni giorno da nord a sud in piena autonomia di mercato, come previsto dalla normativa europea''.
Da Salerno il presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, che e' anche presidente della Commissione difesa della Camera, ha detto di essere pronto a lasciare il Pdl e ad iscriversi al gruppo Misto alla Camera, ''se il Consiglio dei Ministri non emanera' il decreto per fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania e il Governo non dara' risposte al territorio''.
In Campania, e piu' precisamente nel Napoletano, intanto, si stanno cercando soluzioni per liberare gli impianti. Si pensa all'apertura di siti di trasferenza e di stoccaggio provvisorio per liberare gli Stir – ovvero gli impianti di trattamento – che non possono piu' ricevere la spazzatura 'tal quale' perche' i magazzini sono pieni di materiale trattato. Materiale trattato che fino alle scorse settimane finiva fuori regione. La gente del napoletano non vuole sentir parlare di nuovi invasi o di nuovi siti. Il sindaco di Giugliano, Giovanni Pianese – un territorio costellato di discariche legali ed abusive e dove c'e' un sito di stoccaggio di ecoballe di spazzatura di 4,5 chilometri – dice che la gente e' sfiduciata: ''Troppe promesse disattese con le bonifiche che non sono mai arrivate''.
Negli uffici della Prefettura di Napoli oggi si sono tenute due lunghe riunioni per individuare i siti che potrebbero accogliere – anche se solo temporaneamente – la spazzatura. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, si e' detto fiducioso: a suo dire in 4/5 giorni Napoli e provincia saranno ripulite perche' sara' avviata una raccolta straordinaria. I cittadini sono esasperati. Le proteste oggi sono state tantissime: dal centro alla periferia, ai comuni dell'hinterland.
Ma dove finira' la spazzatura che verra' rimossa dalle strade? Sulla localizzazione dei siti di trasferenza e di stoccaggio bocche cucite a Palazzo San Giacomo perche' si temono altre proteste.