PADOVA, 14 APR – ''Se quest'uomo ha voglia di fare un percorso lo fara', se le cose non andranno bene tornera' a casa'': a parlare e' Tina Ciccarelli, presidente dell'Associazione famiglie contro la droga e l'emarginazione che da lunedi' ospitera' nelle proprie strutture Giuseppe Salvatore Riina, il 34enne figlio del boss di Cosa Nostra che dopo aver scontato quasi nove anni di carcere e' stato ammesso al regime di affidamento ai servizi sociali. Riina e' atterrato stamane all'aeroporto di Venezia con un volo proveniente da Palermo.
''Non e' l'unico mafioso affidato ai servizi sociali in Veneto – aggiunge Ciccarelli – noi una certa esperienza ce l'abbiamo. L'occupazione di Salvuccio Riina sara' quella di segretariato sociale, assieme ad alcune ore di volontariato: noi crediamo molto nel volontariato e in un percorso umile che porti al recupero''. Sul futuro del figlio del boss la presidente non si sbilancia. ''Se fara' altro ce lo dira' la Questura – rileva – ma non credo che una persona che abbia intenzione di fare altre cose abbia bisogno di tutto questo clamore. Certo in una situazione del genere ci sentiamo molto protetti''.
