RIMINI, 30 MAG – Da politico di razza, abituato a battagliare per anni nelle sale del consiglio comunale o in Regione, Gioenzo Renzi – superato da Andrea Gnassi al ballottaggio con il 53,4% dei voti contro il suo 46,5% – non e' certo il tipo da tirarsi indietro davanti a un microfono e a una piazza. Anche se quella piazza, in festa per il suo avversario, fischia e, alle sue parole, contesta rumorosamente e con forza. ''Io – attacca davanti alle telecamere sotto il porticato affacciato su Piazza Cavour – ho fatto il mio dovere: dovrebbero essere preoccupati i cittadini che hanno votato per Gnassi''. Tanti e, a quanto pare, poco disposti ad accogliere con benevolenza le tesi del duellante sconfitto. Nemmeno il tempo di finire la frase, infatti, che partono i fischi e le contestazioni all'indirizzo del candidato sindaco di centrodestra. Insistenti e insistiti tanto che a calmare la piazza e i meno disciplinati deve intervenire lo stesso Gnassi che, solo qualche minuto prima aveva celebrato la vittoria di una ''Rimini perbene''. Quello che e emerso dal ballottaggio, ha ammonito Renzi, una volta placata la contestazione, ''e' un dato preoccupante: 43.000 riminesi non sono andati a votare per scarso senso civico, conseguenza di 65 anni di governo della sinistra''. La stessa, a giudizio di Renzi, ''ha raccolto voti nelle periferie degradate dove il voto e' ideologico'' e ha favorito una colazione che produrra' una ''giunta in cui c'e' tutto e il contrario di tutto e che e' paralizzata al suo stesso interno. Noi – ha chiosato riferendosi alla sua campagna elettorale condotta in 'austerita'' – non siamo mai stati degli stipendiati della politica''.
