RIMINI, 11 AGO – Spiagge chiuse a Rimini per Ferragosto. Una prospettiva clamorosa, ma piu' che concreta se verra' confermato lo sciopero di otto ore indetto dai bagnini per domenica 14 agosto. Senza di loro, infatti, non sara' consentito ai turisti di fare il bagno, mancando la figura dei 'marinai di salvataggio'. Ogni mediazione per ora e' saltata e la Filcams-Cgil ha ribadito la serrata anche davanti allo stop imposto dalla Commissione di garanzia sugli scioperi per i servizi pubblici essenziali.
Alla base del braccio di ferro c'e' la vertenza per il rinnovo del contratto. I gestori dei bagni si rifiutano di accettare un adeguamento salariale che va dai 50 ai 125 euro al mese e minacciano cosi' di incrociare le braccia nel giorno piu' affollato dell'intera stagione estiva. Una decisione che avrebbe sicuramente ripercussioni importanti dal punto di vista economico per l'intero sistema della riviera, ma soprattutto si porterebbe con se' un'eco mediatica imponente.
Inutili, per ora, le mediazioni della politica. Cosi' si e' passati alle maniere forti: ''Lo sciopero non si puo' fare per 'mancato rispetto del periodo di franchigia' che vieta la proclamazione di scioperi in alcuni periodi dell'anno, a partire dalla fascia dal 10 al 20 agosto'', ha sottolineato la Provincia di Rimini, riportando il parere della Commissione.
Non solo. L'assessore al turismo Fabio Galli non ha voluto usare il bilancino nelle dichiarazioni: ''E' possibile che si arrivi a queste diatribe sempre nell'imminenza del clou dell'estate? E' possibile non discutere e chiudere tali vertenze prima dell' avvio della stagione?''. A non convincere Galli e' ''questo metodo da 'spalle al muro' che mette la Riviera in un frullatore polemico che crea confusione e sconcerto prima di tutto tra i turisti e gli operatori'', causando contrapposizioni che ''portano potenzialmente con loro un sensibile rischio di danno d'immagine per il nostro territorio''.
Secca la replica della Filcams-Cgil, capofila della protesta insieme a Oasi-Confartigianato, la cooperativa che racchiude 450 dei 500 stabilimenti. Per iniziare lo sciopero e' stato confermato: ''Il 'bagno in mare' non e' un servizio essenziale'', ha ricordato il sindacato, sottolineando che le fasce di tutela riguardano il pubblico impiego, categoria a cui non appartiene il salvataggio. E alle accuse di Galli ha replicato ricordando che ''la vertenza e' iniziata in inverno''.
Cosi' ora l'ultimo tentativo per trovare una mediazione e' in mano alla Prefettura di Rimini. Dovesse fallire si assistera' a un bis del 2009, quando i bagnini della Riviera incrociarono le braccia per l'ultima volta.