RIMINI, 12 AGO – C'e' la matrice razzista alla base dell'aggressione avvenuta la notte del 18 luglio davanti al pub 'Rose and Crown' di Rimini ai danni di un giovane marocchino, pestato a sangue da sei naziskin.
A questa conclusione portano le indagini della Digos di Rimini, sentiti alcuni testimoni che, di fatto, hanno smentito la stessa denuncia della vittima. Nell' aggressione sarebbero materialmente coinvolte sei persone, tra i 20 e 30 anni. Il litigio era nato nei bagni del locale, per una 'mancata precedenza'.
Il nordafricano era stato aggredito fuori dal pub con calci e pugni, ma nelle ore successive aveva dichiarato alla Polizia di escludere motivi razziali. I testimoni invece hanno raccontato di aver sentito distintamente gli insulti razzisti urlati al marocchino, mentre a terra e tentava di difendersi da calci e pugni. Insulti che la vittima non avrebbe sentito perche' gia' a terra ferito.
I primi ad essere identificati come persone coinvolte nell' aggressione sono stati due gemelli di 23 anni, residenti in provincia di Pesaro-Urbino, nell'auto dei quali la polizia ha trovato un tirapugni.
Negli ultimi giorni gli agenti hanno identificato le altre quattro persone coinvolte nell'aggressione e hanno accertato che il gruppo di ultradestra e' solito frequentare la provincia di Rimini per incontrarsi in vari locali del territorio con altri simpatizzanti.
Per i sei skinhead, e' scattato – oltre alla denuncia per violenza, lesioni, rissa e porto di oggetti atti a offendere – anche il foglio di via dalla provincia di Rimini. Sara' la Procura della Repubblica a decidere se vi sono le condizioni per contestare anche l'aggravante razzista.
