ROMA, 4 AGO – Per gravità è equiparabile alla rapina, e il movente della delusione sentimentale non lo giustifica, il comportamento del fidanzato piantato che, con la forza, si riprende i regali fatti alla ex anche se solo per farle un dispetto e non per ricavarne un profitto.
Lo sottolinea la Cassazione che ha condannato Marcello B.H. di 45 anni che dopo essere stato piantato da Rosalin E. aveva incassato male l'addio e le aveva preso con la forza l'orologio in precedenza regalatole. Senza successo, innanzi alla Suprema Corte, l'ex fidanzato rapinatore ha sostenuto che si era trattato solo di un litigio tra ex amanti con lesioni lievissime e minacce semplici non in grado di intimidire la donna e che lui, quell'orologio, non voleva mica rivenderselo, nè ricavarci soldi.
Perchè sussista la rapina, spiega la Cassazione che non ha condiviso la tesi difensiva, "non si richiede che ci sia uno scopo economico, ma è sufficiente che il colpevole abbia operato per il soddisfacimento di qualsiasi fine o bisogno, anche di carattere psichico, e quindi per uno scopo di ritorsione o di vendetta". E' rapina, dunque, impossessarsi con la forza dei 'cadeaux' fatti alla ex anche se lo scopo è quello della "ritorsione per un rapporto sentimentale finito male".