Roma 2020, i costruttori: addio al +3,8% di Pil per la capitale

ROMA 15 FEB – ''Secondo recenti studi il Pil di Roma con le Olimpiadi sarebbe aumentato di 3,8 punti percentuali nell'arco di 4-6 anni, quello italiano di quasi 2 punti. Gli effetti negativi di questa decisione sono elevatissimi''. Non usa mezzi termini il presidente dei costruttori romani Eugenio Batelli nel commentare il no del premier Mario Monti a Roma 2020. A suo parere i giochi olimpici ''erano anche l'occasione per risolvere le grandi carenze della mobilita' capitolina e di tutto il sistema infrastrutturale, che ora rischiano di rimanere al palo, congelate E' un colpo durissimo – sostiene -, per la citta' e non solo''.

''Si comprende il momento economico e politico dell'Italia ma la scelta di Monti e' stata pesantissima. L'idea di non poter investire per i prossimi otto anni lascia senza fiato gli imprenditori – prosegue Batelli -. La maggior parte delle opere di Roma 2020 sarebbero state realizzate con fondi privati e avrebbero aiutato in maniera importante il settore delle costruzioni a risollevarsi dalla crisi''. ''Ma il colpo non ricadra' solo sui costruttori – sostiene Batelli – Riguarda tutto il mondo produttivo, tutti settori commerciali e turistici, tutti quei lavoratori che avrebbero trovato in Roma 2020 occasione d'impiego. Una serie di opere importanti per la citta' ora rischiano di rimanere congelate perche' non ci sono piu' ne' le motivazioni ne' le risorse per guardare avanti''. Quali sono le opere che potrebbero rimanere al palo? ''Ad esempio la riqualificazione di Tor di Quinto, di quel tratto del lungotevere, gli interventi di viabilita' sulla via Olimpica e sulla Cassia, tutti i servizi e le attivita' ricettive che sarebbero rimaste in citta'''.

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Elisa D'Alto