La sorella l’ha giustificato dicendo che non l’ha fatto per paura, che ora è chiuso in casa e continua a piangere. I vicini di quartiere dicono che “è un tipo po tranquillo, per niente agitato”, ”un ragazzo a posto, di quelli che non si cercano le grane”.
Ma Alessio Burtone, il ventenne romano che venerdì 8 ottobre con un pugno ha ridotto in fin di vita la giovane infermiera romena Maricia Habaianu, aveva già colpito.
Lo scrive oggi il Messaggero: il 14 giugno di quest’anno, all’incrocio tra via Tuscolana e via Lucio Sestio, Burtone, a bordo di uno scooter, sfiorò sulle strisce pedonali un ragazzo che portava a spasso il cane. Quello disse qualcosa per protestare, Burtone smontò di sella, tornò indietro e gli diede un pugno sulla bocca.
Il giovane non reagì, finì in ospedale, ma denunciò l’aggressione. Che ora è diventata un precedente.