L’11 gennaio 2010 inizierà il restauro della vasca della fontana dei Fiumi in Piazza Navona. Si completa così il lavoro di rimessa a nuovo del monumento condotto tra il novembre 2006 e il novembre 2008.
Il lavoro è progettato e diretto dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di concerto con la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma ed è finanziato (60mila euro) dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha anche messo a disposizione attraverso la Società Arcus fondi (180mila euro) per interventi sull’obelisco, da effettuarsi entro il 2010.
La complessa articolazione dell’opera, l’esposizione agli agenti naturali e ambientali, gli atti vandalici hanno reso nel tempo la fontana delicata e fragile. Le fasi operative dell’intervento sulla vasca andranno dall’11 gennaio al 31 marzo, nel periodo dell’anno di minor afflusso turistico. La fontana sarà dotata di una recinzione di cantiere provvista di alcune finestre trasparenti, come nei precedenti lavori, in modo da poter seguire «da vicino» le fasi del lavoro. Il restauro consisterà nello smantellamento dello strato protettivo impermeabile della vasca, non più funzionale, e nel suo successivo rifacimento, e nella pulitura, stuccatura e protezione dei blocchi in travertino che costituiscono il bordo della vasca. Per le operazioni sull’obelisco, che saranno effettuate con l’ausilio di cestello elevatore, sono previsti 3 mesi lavorativi che saranno ripartiti nel corso dell’anno, così da evitare la chiusura prolungata del monumento.
La fontana fu progettata e realizzata da Gian Lorenzo Bernini fra il 1648 ed il 1651, sotto il pontificato di Innocenzo X Pamphilj, ad ornamento dell’importante piazza cittadina sorta nel sito dello Stadio di Domiziano, allora luogo di residenza della famiglia papale. Simbolo dell’universalismo della Chiesa romana nei quattro continenti fino ad allora conosciuti (Europa, Asia, Africa, America), rappresentati dai quattro fiumi (Danubio, Gange, Nilo, Rio della Plata), la fontana è un esempio insuperato di opera d’arte dove si fondono i linguaggi di scultura, architettura, natura ed ambiente urbano.
Disposta entro un basso bacino a pianta ovale, che allude all’ellissi galileiana della volta celeste, la fontana si presenta come una scogliera a tronco di piramide realizzata in blocchi di travertino che sostiene un obelisco in granito; quest’ultimo, proveniente dal Circo di Massenzio sulla via Appia, e voluto come parte integrante della fontana dal papa stesso, le procurò l’appellativo popolare di ‘guglià. All’interno della scogliera si apre una grotta nelle quattro direzioni dei punti cardinali. Sulle superfici angolari sono poggiate le statue dei quattro fiumi, identificabili anche attraverso gli attributi degli animali e della vegetazione circostanti; l’acqua sgorga da dieci larghi getti posti sotto alle sedute delle statue. Sulla sommità della scogliera, nelle direzioni Sud e Nord, sono gli stemmi della famiglia papale, caratterizzati dalla colomba con il ramo d’olivo, e i gigli. Il simbolo della colomba, realizzata in bronzo, è posto a coronamento dell’obelisco.