Roma allagata per pioggia causa tombini otturati… E ci si spende 20 mln l’anno

(Foto d’archivio)

ROMA – Piove, come succede in primavera, e Roma si allaga. Colpa dei tombini otturati, nonostante i venti milioni spesi ogni anno per la loro bonifica. Così le strade diventano fiumi e gli incidenti non si contano su una sola mano. Se poi al brutto tempo si aggiunge anche lo sciopero dei mezzi di trasporto pubblico i disagi sono garantiti. Il ritratto di un ordinario giorno di maltempo in quella che è la capitale italiana e una delle metropoli europee (almeno sulla carta) è stato fatto sul Messaggero da Alessia Marani.

La cronista scrive del Grande raccordo anulare che si trasforma in un “cerchio dell’inferno dantesco”, delle stazioni della metro B (una delle due uniche linee romane) che imbarcano acqua, delle strade costellate di buche e voragini, dalle periferie al centro (quello per i quali milioni di turisti ogni anno vengono a Roma). Questo lo stato della città che fra sette mesi ospiterà il Giubileo indetto da papa Francesco. 

Ecco poi l’enumerazione di incidenti avvenuti in meno di 24 ore in città fatta da Marani:

“A dare il buongiorno ai pendolari ieri mattina alle 7 un incidente sulla via Cristoforo Colombo all’altezza dello svincolo per la Roma-Fiumicino: l’arteria che sfreccia dall’Eur alle Mura Aureliane si blocca. E a ruota altri cinque scontri sotto la pioggia che mettono in ginocchio la circolazione lungo il Raccordo Anulare: tra la Cassia e Labaro, all’altezza della Nomentana, e poi all’intersezione con il braccetto per la Roma-Napoli, a La Rustica. Non basta. Una Ford Fiesta sbanda paurosamente su via Cambellotti, nei pressi di Tor Vergata, e finisce per volare giù da un viadotto sulla via Casilina: il traffico anche qui va in tilt. Per tutta la mattina le auto procedono a passo di lumaca su via Flaminia, viale Regina Elena, via Palmiro Togliatti”.

Gli allagamenti non hanno risparmiato nessuna zona della città: da Porta Furba a Tuscolana, dall’Olimpico al lungotevere in Augusta, da san Saba all’Appio. I tombini “scoppiano”, scrive Marani sul Messaggero. L’acqua non defluisce. La città, la capitale italiana, si allaga. In un ordinario giorno di pioggia di primavera.

 

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Maria Elena Perrero