ROMA – Dopo i topi e l’acqua sporca è allarme legionella in Corte d’Appello a Roma. A darne notizia è il presidente Luciano Panzani nel corso di un’assemblea indetta con i dipendenti.
“Durante controlli di routine – ha detto Panzani – abbiamo trovato nell’impianto di dolcificazione dell’acqua presenza elevata del batterio della legionella”.
“La situazione resta al momento sotto controllo – ha aggiunto – ma il problema se non viene affrontato e monitorato può diventare molto serio”.
Panzani ha detto che la presenza del batterio risale al 13 novembre scorso e subito si è provveduto a intervenire. Secondo quanto sostenuto da alcuni dipendenti nei mesi scorsi ci sarebbero stati casi di broncopolmonite e la causa potrebbe anche derivare dalle precarie condizioni del tribunale.
L’emergenza legionella arriva a pochi giorni dalla decisione di dichiarare non potabile l’acqua negli uffici della Corte d’Appello anche alla luce della presenza di topi che ha reso necessaria una massiccia azione di derattizzazione. “Per tornare alla normalità ci vorranno almeno 40 giorni”, ha concluso Panzani.
Le legionellosi, o malattia del legionario, è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila, che non si trasmette da persona a persona, ma da flussi di aerosol e di acqua contaminata, come nel caso di ambienti condizionati o l’uso di umidificatori, cosa che si è appunto verificata in Corte d’appello.
Il batterio si riproduce soprattutto in ambienti umidi e tiepidi o riscaldati, come i sistemi di tubature, i condensatori, le colonne di raffreddamento dell’acqua. Sedimenti organici, ruggini, depositi di materiali sulle superfici dei sistemi di stoccaggio e distribuzione delle acque facilitano l’insediamento della legionella, che può manifestarsi in due forme, la malattia del legionario vera e propria, che frequentemente include una forma più acuta di polmonite, e la febbre Pontiac, una forma molto meno grave.
Normalmente la legionellosi si manifesta con febbre, brividi, tosse secca o grassa. In qualche caso può dare anche dolori muscolari, mal di testa, stanchezza, perdita di appetito e, occasionalmente, diarrea. Nella forma febbrile minore, causa febbre e dolori muscolari ma non polmonite e i sintomi si riducono nel giro di pochi giorni. Come trattamento vengono usate terapie antibiotiche, ed è importante limitare la diffusione del batterio in ambienti a rischio, con il controllo frequente delle fonti d’acqua utilizzate, i sistemi di condizionamento, le tubature e i condensatori