ROMA – Ha tenuto il suo avversario con la testa sott’acqua fino a fargli perdere i sensi: è stata la reazione di un tredicenne nei confronti di un suo coetaneo durante una partita di pallanuoto. Ora quell’atto che sarebbe potuto finire in tragedia sarà oggetto di un’inchiesta della procura di Roma.
L’aggressione è avvenuta infatti nella capitale, in una piscina del quartiere San Giovanni, lo scorso 20 febbraio: a sfidarsi nella partita di pallanuoto di under 13 i giocatori della Latina Pallanuoto e quelli del Civitavecchia.
Adesso il presidente del comitato regionale della Fin, Federazione Italiana Nuoto, Giampiero Mauretti, ha trasmesso gli atti al giudice unico regionale Vincenzo Gambardella.
L’aggressore, della squadra di Civitavecchia, ha stretto le mani al collo del ragazzino trattenendolo sott’acqua fino a fargli perdere conoscenza. Due compagni di squadra sono subito intervenuti spingendo la vittima verso l’alto per tirarla fuori dalla vasca. Il dodicenne aggredito è stato sollevato dalla piscina privo di sensi, con la schiuma bianca che gli usciva dalla bocca e le labbra cianotiche. Il giovane atleta è riuscito a riprendersi ma è rimasto molto scosso. Dal referto medico risultano evidenti graffi sul collo.
L’episodio arriva pochi giorni dopo un’altra vicenda di violenza che ha avuto come teatro un campo di calcio di Secondigliano, nella periferia di Napoli. Una lite scaturita da un violento contrasto, mentre due squadre di ragazzini si affrontavano in una partita di calcetto, è stata infatti, all’origine del ferimento di un 14enne, colpito al torace con una coltellata, da un suo avversario di 12 anni.